

La zona orientale di Napoli, ed in particolare il comparto denominato Ambito 10.2 nelle NTA del PRG, è da lungo tempo al centro di molteplici piani e proposte di sviluppo promossi dall’amministrazione comunale e da privati, che individuano in tale settore territoriale un cruciale volano di crescita dell’intera area orientale e della città metropolitana nel suo insieme. Il Piano Regolatore Generale prevede per tale ambito la riconversione della vecchia zona industriale in insediamenti urbani integrati, costituiti da impianti per la produzione di beni e servizi e da residenze, attrezzature e spazi pubblici. Le condizioni di successo si fondano sulla delocalizzazione degli impianti petroliferi, la realizzazione di un innovativo parco urbano e una riforma del sistema infrastrutturale che garantisca nuove condizioni di accessibilità e connettività urbana. Se i programmi e le intenzioni sono meritevoli, tuttavia l’area ad oggi versa ancora in condizioni di elevato degrado e disordine urbano poiché alle attività di delocalizzazione e dismissione non sono seguiti validi e concreti interventi di riqualificazione diretti ed indiretti di iniziativa pubblica o privata.
Forse una delle cause del mancato decollo dei pur ambiziosi tentativi proposti per questa area è individuabile nell’assenza di una visione complessiva per il futuro di questo luogo e, sebbene siano stati proposti notevoli progressi nella interconnessione dei diversi ambiti che vi gravitano, è mancata una caratterizzazione “specializzata” di questo pezzo di città. Il pericolo di generare un sistema economicamente ed ambientalmente non autosufficiente è notevole, un rischio inversamente proporzionale alla disponibilità degli investimenti necessari.
Il potenziale della zona orientale resta in ogni caso molto elevato sia per l’eccellente disponibilità di infrastrutture di accesso e mobilità, sia in quanto territorio in parte irrisolto e sottoutilizzato, e quindi suscettibile di innescare importanti cambiamenti. Una trasformazione urbanistica e funzionale di successo per l’area di intervento non potrà che basarsi su programmi integrati capaci di assicurare una visione innovativa dell’uso del suolo con l’obiettivo di arricchire la città di un nuovo quartiere produttivo e turistico di ultima generazione. Fra le risposte concrete alle necessità di rilancio di questo territorio, il nuovo assetto dell’area orientale potrà costituire un modello di sviluppo anche per altre aree cruciali della città, la quale si evolve per parti, con l’introduzione di attrattori economici e sociali ove necessari per rivitalizzare il tessuto urbano. Questo volano di sviluppo potrà generare un nuovo impulso al sistema dei trasporti e dei collegamenti urbani che per riflesso saranno adeguati e potenziati. Il conseguente aumento del footfall consentirà per riverbero un potenziamento delle attività economiche locali e ne genererà di nuove.
In tale contesto si inserisce l’intervento per il Centro per la Mobilità Sostenibile qui illustrato. Il nuovo insediamento si
propone in forma coraggiosa, visionaria ed allo stesso tempo molto concreta, in quanto supportato dalla forza di un’idea vincente. Il progetto fa ricorso alle più avanzate tecnologie costruttive disponibili e persegue il più elevato modello di sostenibilità energetica ed ambientale attraverso l’implementazione di sistemi e processi virtuosi per lo sviluppo urbano.


Al centro dell’idea, una fabbrica di auto elettriche di alta gamma, con una pista di prova da 1000 m per le nuove auto prodotte associata ad un autodromo di Formula E ad emissioni zero con seimila posti e pista regolamentare da 2500 m. Il complesso, un investimento interamente privato da oltre € 500 mln, è un grande attrattore territoriale, adeguatamente supportato da ampia accessibilità veicolare e ciclo-pedonale e da un Centro Visitatori FE idoneo anche per concerti, eventi, manifestazioni. L’autodromo rivolge il suo lato aperto al pubblico ad est, ove si rivolge verso il Rione Luzzatti cui offre un’ampia piazza verde attraverso la quale riconnettere i bordi del tessuto residenziale con quelli delle nuove strutture emergenti.Alla fabbrica, ubicata nel settore nord-ovest del comprensorio sono associati gli uffici e i laboratori del Centro di Ricerca sui Materiali per la collaborazione con l'università di Napoli, nonché le funzioni di accoglienza ed esposizione dell’Azienda: i nuovi modelli, ed una nuova e adeguata collocazione per il Museo delle Auto d’Epoca. Il centro di Formazione Automotive, in prossimità della piazza di accesso all’autodromo ad est, è un istituto tecnico per la formazione degli operatori nel settore della produzione di auto elettriche e di altre forme di propulsione innovativa, e offre ai propri allievi tirocini nei laboratori della fabbrica e nei reparti di lavorazione della stessa.A nord, la struttura sportiva esistente è rinnovata e reimpiegata in un nuovo, più ampio complesso sportivo e fisioterapico con piscine, palestre e campi interni ed esterni, previsto sul margine settentrionale dell’area. Questo complesso condivide con la fabbrica le caratteristiche del tema generale, la sostenibilità economico-ambientale degli edifici associata ai benefici derivanti per il benessere delle persone. Inoltre, costituisce un secondo attrattore, questa volta a scala di quartiere. Il margine a sud-ovest dell’area di intervento completa l’insediamento realizzando una morbida transizione con il Centro Direzionale, estendendone ed integrandone l’asse principale alla quota pedonale. In questo punto, un edificio alto interrompe la prospettiva del cardo pedonale per inquadrare lo spazio aperto dell’autodromo. L’edificio ospita un albergo tematico Formula E, uno smart hotel che offre servizi e spazi non convenzionali per l’ospitalità con 150 camere, un giardino pensile, ristoranti panoramici e SPA in quota. Il complesso dell’ospitalità include un centro commerciale su tre livelli collegato e reso accessibile da rampe pedonali che consentono il passaggio graduale dalla quota pedonale del CDN a quella di Via Aulisio, e che costituiscono un sistema di terrazze pubbliche panoramiche con vista sull’autodromo. Il piano include inoltre un Centro Congressi da 5000 posti, un edificio per residenza temporanea con 56 unità abitative, e due edifici residenziali con 42 unità.
